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  REFRIGERAZIONE

 

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IL CONDIZIONAMENTO

L'aria condizionata è oggi giorno una cosa quasi indispensabile per uffici e strutture pubbliche, ma sta registrando una notevole crescita anche in ambiente domestico. Grazie alle nuove tecnologie costruttive su vasta scala oggi quasi tutti si possono permettere di acquistare un condizionatore per casa.

A questo punto e doveroso fare una distinzione tra climatizzazione e refrigerazione dell'aria. Un vero ambiente climatizzato prevede un impianto in grado di controllare anche l'umidità dell'aria e se le condizioni climatiche lo richiedessero anche invertire il processo cioè di riscaldare l'aria,  anche se ciò può non sembrare importante invece lo è moltissimo. Praticamente tutti gli impianti per cosi dire "domestici" non hanno queste funzioni, certi possiedono la funzione dry ma e pur sempre un controllo molto approssimativo in quanto sono si in grado di asciugare l'aria ma non di riportare l'umidità in condizioni ottimali per il comfort delle persone. Quando refrigeriamo una stanza chiusa oltre che abbassarne la temperatura ne abbassiamo anche l'umidità, lo possiamo notare guardando la fuoriuscita della condensa che si trova sull'evaporatore interno, tutta quell'acqua che esce altro non è che l'umidità che il condizionatore asporta dall'aria della  nostra stanza, se dopo un certo lasso di tempo non facciamo un ricambio d'aria oppure non abbiamo un impianto in grado di umidificare di nuovo l'aria ci ritroveremo con aria alquanto asciutta e molto dannosa per la salute.

Gli impianti industriali a differenza di quelli domestici hanno quasi sempre un sistema di ricambio dell'aria con l'esterno, il sistema permette tramite il controllo di serrande di immettere aria nuova mescolandola a quella di ricircolo, vengono calibrati in modo da generare una leggera sovrapressione nell'ambiente da condizionare in questo modo impediscono all'aria sporca di entrare e espellano l'aria viziata sostituendola in parte con aria esterna che, ovviamente prima di venire immessa e filtrata a dovere. Si calcola che un uomo produce circa 28 lt/h di CO2 e che l'apporto di aria nuova deva essere di almeno 25 m3/h per persona. Questi impianti  possiedono anche una batteria di post riscaldamento e un umidificatore che può essere per esempio un tubo completo di ugelli  alloggiato tra  l'evaporatore e la batteria di post riscaldamento in grado di "nebulizzare" acqua sulla stessa, il tutto controllato da un igrostato posizionato in un punto chiave dell'ambiente da condizionare oppure sulla linea di ripresa dell'aria. L'igrostato a sua volta controlla un elettrovalvola che apre e chiude l'acqua in base alla taratura dello stesso.

Risulta però evidente che un impianto che usa molta aria esterna consuma anche molta più energia per riuscire a trattarla. Per questo esistono dei valori di riferimento standard per quantificare il ricambio d'aria. Una tabella che definisce il minimo ricambio per persona in determinati ambienti.

TABELLA   STANDARD ASHRAE

Ambiente

Minimo necessario mc/h/pers

raccomandato mc/h/pers

spazio occupato mq/pers

Uffici

27

27 ... 45

9

Negozi

13

18 ... 27

3

Ospedali

18

27 ... 36

4

Sale d'attesa

27

36 ... 45

2

Musei e simili

13

18 ... 27

1,3

Aule scolastiche

18

18 ... 27

2

Abitazione bagni

36

54 ... 90

18

Abitazione cucina

36

54 ... 90

18

Abitazione altr.zone

9

12 ... 18

18

Se un impianto possiede un ricambio d'aria maggiore a quello raccomandato di questa tabella sta lavorando male, perché spreca energia senza ricavare in termini di comfort per le persone assolutamente nulla.

Ci sono quattro fattori determinanti per il benessere delle persone in un ambiente climatizzato:

1) La temperatura dell'ambiente stesso

2) L'umidità relativa

3) La velocità dell'aria (0,3 mt/sec)

4) La purezza dell'aria

Esiste un diagramma che mostra come sia piccola la zona in cui l'essere umano si senta al suo aggio.

ATTENZIONE solo per risoluzioni di almeno 800 x 600

Cliccare sull'immagine per ingrandire!

La temperatura di benessere va calcola in base alla temperatura esterna in questo modo:

          TEMPERATURA ESTERNA      = 35 c°

          TEMPERATURA AMBIENTE   = (35+20) / 2

Non sono rari i casi in cui le persone si lamentano anche con temperature che risultino giuste in base al calcolo di poco fa, pero in questo caso la causa del loro malessere e quasi sicuramente dovuto al cattivo controllo dell'umidità dell'aria trattata, se l'umidità dell'aria e troppo alta farà sicuramente sudare chi sta nell'ambiente anche se la temperatura e ideale. Se troppo asciutta darà un senso di fastidio alla gola e potrà provocare un bisogno di bere al di fuori della norma. Se avete avuto la gioia di potere andare in vacanza ai tropici avrete sicuramente notato che anche con temperature elevatissime si sta bene e non si suda questo perché l'umidità dell'aria e molto bassa.

La percentuale di umidità per il benessere  se la temperatura esterna e di 35 c° va calcola in base a questo esempio:

          UMIDITÀ RELATIVA = 60% -(35-25) = 50%

Ci sarebbe ancora molto da dire sul condizionamento, però l'intenzione non era quella di andare troppo a fondo sull'argomento ma bensì solo di dare un idea generale del suo funzionamento. Se vi interessa avere informazioni più "spinte" contattatemi via e-mail e sarò lieto di aiutarvi o magari di indirizzarvi su qualche altro sito che faccia al caso vostro.

 

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